Elegia di una Dracomachia

Eravamo noi

o forse non fummo mai visti.

Chi si celerà dietro l’eremo inasprito da vespri silenziosi?

Un giorno e una notte verranno a prenderci e canzoneremo melodie di antiche gelosie.

Che cos’è questo vuoto, questo non dolore che falcidia l’arte del non ritorno?

Giungeremo di nuovo a noi stessi, senza meta, tra i cipressi.

Esalato l’ultimo canto,

il pane degli dei ci condurrà laddove fummo,

per una volta sola

sostanza unica.

 

Short-story in una barretta di cioccolato

Quaky1t7bpjsbifgkyims0rndo lo sguardo indugia furtivamente, in realtà, ha già compiuto la sua scelta in gran segreto, ed è per questo che tarda la stipula del suo accordo con la ragione, perché si sa, è insito nella natura umana. Chissà perché tanto più le persone ci stanno ad una spanna dagli occhi, tanto più ci corazziamo con armature medievali, riuscendo a scorgere dettagli distanti centinaia di metri da noi, ma non sapremmo dire con esattezza cosa stia facendo la persona davanti a noi. Tuttavia vi è un sistema di percezione infallibile nel nostro corpo, il quale capta alla perfezione ogni minima vibrazione e oscillazione. Per quanto ci si sforzi di fuorviare lo sguardo, ecco che captiamo immediatamente ciò che rifiutiamo di vedere. Perché appare così scortese? Non è forse peggio occultare la vista ai nostri occhi? Da bravi genitori quali saremo, costruiamo interdizioni e costrizioni in nome di un’etica che supponiamo ci debba appartenere. Mentre lei, cercava volontariamente un incontro visivo, non aspettava che un minino accenno, una sorta di approvazione. Così, dopo aver temporeggiato nervosamente dirimpetto allo scaffale delle barrette di cioccolato, la donna si voltò verso di me, agganciò i miei occhi ai suoi, mi sorrise cercando l’approvazione del gesto che stava per compiere – “Ma sì…solo per questa volta… non potrà farmi così male, sono mesi che evito di mangiare dolcetti. E comunque, pensi che quasi un anno fa pesavo 140 kg e mi guardi ora… incredibile, eh? Non si direbbe, comunque non ho seguito alcuna dieta, ho solo lasciato mio marito! E ora mi sento così tranquilla, è una sensazione che non ha prezzo… Se solo ci avessi pensato prima”. E cosa si potrebbe mai rispondere alla sintesi di un’intera vita fatta da una perfetta sconosciuta, quando dopo anni, ancora stenti a comprendere le persone che hai accanto? Beh, il cioccolato ha poteri davvero inimmaginabili…

Un terzo invisibile

imagesY8P8BRO0Lei sì, era bella… la tua bella, la più bella tra le belle, come solevi chiamarla, dagli occhi neri, due buchi neri,  impenetrabili, di quel nero spaziale. La primavera si era convertita in inverno, in un istante avevi sotterrato i fiori dell’amore della stagione precedente. Le regalasti tutto quello che avevi preso in prestito dal mese di maggio, le parole, le poesie, i sogni, i sospiri, i sorrisi. Con lei era diverso, le sottrazioni divenivano moltiplicazioni, il tuo era un amore matematico, calcolato. Attingevi poco dalla tua creatività che un tempo elargiva ogni tipo di mela avvelenata. Ma lei era bella, la tua bella… il tuo sogno di vampiro realizzato, la pelle bianca al chiarore di luna… ti vedo ancora contemplarla in lontananza, ora che i suoi occhi neri brillano d’amore, lontano dal tuo affanno. La tua brama si è acquietata, ti vedo sempre girato di spalle, non ti volterai più verso la primavera per reciderle i fiori che volontariamente hai sciupato. Guardi in avanti, lo specchio del tuo inverno. Non ti voltare, dietro di te c’è solo un vecchio fantasma che ti osserva, non ti guarda più con gli occhi che le hai strappato.

Il giocoliere evaso

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E se fosse il vento la carezza che non ti ho mai dato,

ti chiederesti semmai il tempo ci abbia dimenticato.

Nell’antro del tuo cuore è possibile che almeno un istante vi abbia dimorato,

ora che il mio animo hai divorato?

L’invisibile tocco di un giocoliere

tesse le fila del suo piacere

indifferente che dall’alto tu possa cadere.

E se un giorno tornassi a respirare

l’aria saprebbe ancora del tuo odore?